Sempre più università stanno aprendo alla carriera alias, ovvero al rilascio agli studenti trans di un libretto, una mail, il quadro dei voti con sopra apposto un nome scelto da loro e diverso da quello anagrafico. Di recente anche il rettore del Politecnico di Torino ha promesso l’attivazione del servizio da quest’anno. Ma già 32 università italiane su 68 (tra cui Venezia, Modena, Reggio, Urbino per fare qualche nome) e alcune scuole superiori hanno aperto alla carriera alias.
Perché è nata la carriera alias
È un modo per venire incontro alle persone che non hanno ancora fatto la riassegnazione chirurgica del sesso. Nel nostro Paese questa è necessaria secondo la legge affinché siano rettificati i propri dati anagrafici. Anche se da qualche tempo i tribunali italiani stanno concedendo la modifica del sesso anagrafico anche senza l’operazione ma la pratica richiede da 1 a 3 anni. Un tempo che può essere insopportabile per una persona che rischia ogni giorno di essere insultato e deriso per la sua condizione.
Chi può chiedere la carriera alias e per cosa?
Può richiedere la carriera alias chiunque abbia intrapreso un percorso di cambio di genere. Non si deve pagare alcunché per accedere a questo servizio e solo il personale dell’ufficio che disbriga le pratiche sarà a conoscenza dei veri dati anagrafici dello studente. La carriera Alias non ha però valore legale al di fuori dell’ateneo. I documenti ufficiali e anche l’attestato di Laurea o l’iscrizione a programmi Erasmus e tirocini porteranno il nome anagrafico degli studenti. La carriera Alias non è da confondere poi con il doppio libretto, il quale affianca alla documentazione anagrafica il nome d’elezione.