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Sospeso il Prete dei Gay e dei Migranti, la Curia ha deciso

È stato sospeso dalla Curia il sacerdote vicino ai più deboli e ai migranti. Ormai i rapporti con il vescovo erano tesi, anche per via delle posizioni di don Luca Favarin sulle questioni Lgbt+, del fine vita.  Lo stesso prete, una laurea in filosofia, nel suo profilo facebook ha scritto di voler togliere il disturbo. “Mi si dice che quello che faccio crea disagio alla diocesi. No, quello che facciamo è creare inclusione, solidarietà, accoglienza, umanità, e anche qualità e cultura”, scrive il prelato. E per inclusione, dice lui stesso, intende “il diritto di amarsi e vedere riconosciuto il proprio amore anche per le persone dello stesso sesso”. Don Luca crede nei diritti delle persone a prescindere dai loro orientamenti sessuali o dai loro ‘credo’ religiosi. È a favore di una legge sul diritto del fine vita. Tutto ciò è contro il magistero ufficiale della Chiesa. La richiesta di dispensa era stata presentata dal sacerdote lo scorso 13 dicembre.

L’udienza dal vescovo

Ed è stata la stessa Curia ad annunciare la decisione precisando che nei suoi confronti “non c’è avversione, ma apprezzamento per l’impegno sociale verso le persone più povere”. Don Luca era stato fotografato davanti al vescovado. Era andato probabilmente a parlare con monsignor Claudio Cipolla.  Aveva preso i voti 34 anni fa e con l’avanzare degli anni aveva creato la casa di accoglienza Percorso vita. Ma le sue esternazioni, troppo distanti dalle posizioni della Chiesa lo hanno messo in cattiva luce agli occhi della Diocesi di Padova. Più volte questa lo ha richiamato e ha chiesto al sacerdote di conformarsi allo stile diocesano. Ma Don Luca ha respinto ogni richiesta e ha deciso di chiedere di poter essere sospeso dalla sua carica. Una richiesta appunto accolta adesso dalla Curia.