x

x

Omosessualità “illegale”: arriva a Cannes “Rafiki”, la storia di un amore lesbo tra due keniote

Al Festival di Cannes 2018 è stata presentata “Rafiki“, la pellicola cinematografica della cineasta Wanuri Kahyu all’interno della rassegna “Un certain regard”. Il film racconta la storia di un amore lesbo che sfida le leggi del Kenya, uno dei paesi più omofobi a livello planetario. Ecco tutti i retroscena dei sogni negati per Kena e Ziki.

Cannes 2018: presentata la pellicola cinematografica “Rakifi”

Presentata in occasione della 71esima edizione del Festival di Cannes la pellicola cinematografica “Rakifi” che racconta la storia lesbo tra due teenagers in un Paese dove l’omosessualità è perseguita legalmente e considerata una vera e proprio immoralità.

Se per i Paesi occidentali raccontare una storia d’amore gay o lesbo non è considerato uno scandalo, in un paese come il Kenya è un atto immorale e illegale.

Infatti, la proiezione della pellicola cinematografica “Rafiki” giunta nelle sale cinematografiche del Festival ha sollevato un dibattito violento in Kenya e in tutta l’Africa orientale.

L’amore negato: la storia tra due teenagers keniote

La pellicola cinematografica “Rafiki” è ispirata al racconto della scrittrice ugandese Monica Arac Nyeko e ha come protagoniste due teenagers keniote Kena e Ziki che si conoscono, si piacciono e scoprono quanto siano felici di stare insieme, nonostante il contesto sociale e familiare sia avverso.

Kena (interpretata da Samantha Mugatsia) è una ragazza magra e seria, mentre Ziki (interpretata da Sheila Munyiva) mostra rotondità: entrambe sono le figlie dei due candidati di un’elezione locale a Nairobi.

Tra le due è amore a prima vista, cominciano a frequentarsi, a toccarsi e a baciarsi, entrambe sognano di vivere insieme, ma un giorno una vicina di casa le sorprende e subito tutto il quartiere ed il vicinato le aggredisce con violenza.

Omosessualità in Kenya

Il Kenya è un paese conservatore e avverso ad ogni forma di LGBT: chiunque appartenga alla comunità omosessuale rischia fino a 14 anni di carcere.

Le leggi omofobe che vigono oggi nello stato africano ledono la dignità delle persone colpite e vietano la piena libertà di espressione. Solo recentemente, una sentenza dell’Alta Corte del Kenya ha finalmente stabilito che gli esami anali forzati su persone sospettate di essere omosessuali sono illegali. Fosse un primo timido passo verso la legalizzazione dell’omosessualità?