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Transfobia in Italia: Studenti Transgender e Carriera Alias

Vita difficile per gli studenti Lgbt in Italia. L’ultimo caso è stato quello di un ragazzo trans iscritto al liceo Cavour di Roma che il professore continuava a chiamare ‘signorina’. 

E che si è visto riconsegnare il compito con una riga tracciata con la penna sul nome e dire: “Tu non sei un uomo, davanti a me c’è una donna”. Il giovane aveva scritto sul foglio il nome col quale preferisce farsi chiamare, così come stabilisce il regolamento del Cavour che ha istituito la carriera alias a chi sta facendo un percorso di transizione di genere. Già nei giorni precedenti lo stesso insegnante aveva detto che col governo di destra le cose sarebbero cambiate. La bella notizia è che i compagni e le compagne hanno spalleggiato il ragazzo e hanno raccontato tutto.

Bullismo Al Liceo

Dopo l’episodio del liceo Cavour anche Jana Giacobbe, 18 anni appena compiuti e iscritta al Siotto di Cagliari, un liceo classico tra i più prestigiosi dell’isola, racconta di essersi sentita discriminata. Anche in questo caso non a causa dei compagni. Bensì perché non può ricorrere alla carriera alias non essendole stata riconosciuta la disforia di genere. A scuola le è stato proibito di entrare nel bagno delle donne e le è stato assegnato un bagno distinto che però la fa sentire esclusa. Inoltre, nonostante tutti conoscano la sua storia non può utilizzare un nome diverso da quello anagrafico e molti professori continuano a chiamarla con il nome che ha sui documenti. L’attivista trans Imma Battaglia, compagna di Eva Grimaldi, racconta che quando era giovane a scuola ha subito le peggiori offese, derisioni e prese in giro crudeli da parte dei compagni che addirittura l’aspettavano fuori per picchiarla. Durante la prova della maturità si mise una gonna sperando che i professori non le dicessero di nuovo che era un maschio e non una femmina.