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Lia Thomas: un altro episodio di transfobia nel mondo dello sport

Lia Thomas, nuotatrice transegnder, è stata vittima di un episodio di transfobia da parte del Swimming World Magazine. 

Lia Thomas, nuotatrice dell’università di Pennsylvania, dopo aver gareggiato per tre anni nella squadra maschile è finalmente riuscita, in seguito all’interruzione dell’assunzione di testosterone per un intero anno, a gareggiare nella squadra femminile al meeting Zippy Invitational in Ohio stabilendo tre record: 200, 500 e 1.650 yard. Tra le critiche, emergono le parole di John Lohn caporedattore della rivista Swimming World Magazine che dice: 

Gli attuali requisiti non sono abbastanza rigidi e non generano un’atmosfera autenticamente competitiva. È ovvio che un anno senza testosterone non è sufficiente per una gara equa”. 

L’atleta ha deciso di non esporsi non rispondendo alle critiche che le sono state rivolte. Lia infatti si è limitata a ritenere “giuste” le nuove regole approvate dal Comitato Olimpico internazionale nei confronti degli atleti e delle atlete transgender, regole più inclusive che non prevedono più l’analisi dei livelli di testosterone per determinare se un atleta deve gareggiare nelle competizioni femminili o maschili.

Il vantaggio è reale? 

La ricercatrice e runner transgender Joanna Harper, dopo una serie di ricerche e test, è giunta alla conclusione che non c’è nessun reale sbilanciamento: “Ho visto atlete trans che per più motivi, che fosse un livello differente di testosterone o una reazione imprevedibile del corpo ai farmaci somministrati, non riscuotono lo stesso successo che avevano prima della transizione. Non sentiremo mai parlare di queste donne che hanno meno successo dopo la transizione proprio perché non hanno successo e nessuno le conosce”.

C’è quindi da prendere in esame questi continui attacchi al mondo transgender nella sfera sportiva sotto un altro punto di vista, esattamente come ha fatto l’attivista Annie Lieberman che dice: Le persone potrebbero facilmente pensare che stiamo parlando solo di sport, ma stiamo dicendo parecchio di quanto consideriamo le persone trans e come continuiamo a cancellarle in tutti gli aspetti della nostra società, incluso lo sport”. La verità è che ci sarà sempre chi troverà da ridire quando si parlerà del successo di un’atleta transgender e per questo motivo, si farà sempre fatica  a raggiungere una vera e propria parità.