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Mario Adinolfi contro Sanremo per i «troppi gay»

Mario Adinolfi attacca Sanremo: troppi appartenenti al mondo lgbt

Lo aveva attaccato ancor prima che iniziasse ed è tornato ad attaccarlo anche durante la messa in onda: tra Mario Adinolfi, leader del Popolo della Famiglia, e il Festival di Sanremo, non corre buon sangue.

«Il Festival di Sanremo? Ha ragione Dagospia: per trovare un etero all’Ariston bisognava cercare in seconda fila Malgioglio. C’è stato uno squilibrio sul palco, troppi gay», ha ammonito Adinfolfi nel corso di un’intervista al programma radiofonico La Zanzara. «Al Festival – ha accusato Adinolfi – abbiamo avuto ospiti che noi paghiamo ma che sono simboli dell’ideologia gender, nonché testimonial numeri uno dell’utero in affitto. Tiziano Ferro, Ricky Martin e Carmen Consoli, sono tutti testimonial della maternità surrogata».
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Mario Adinolfi attacca Sanremo: troppi appartenenti al mondo lgbt

Non contento, Adinolfi è sceso nei dettagli attaccando uno dopo l’altro i vari artisti lgbt che si sono esibiti sul palco. Da Tiziano Ferro accusato di aver cantato «roba che neanche conosceva», fino all’affondo su Ricky Martin: «Cantava brani di 25 anni fa. Lo abbiamo pagato profumatamente per vederlo sudare come un maiale. Coi nostri soldi poi si comprerà un altro paio di ragazzini. Rai Uno istiga a commettere un reato».

Durante le serate del Festival, fuori dal Teatro Ariston, ci sono stati dei piccoli picchetti da parte di militanti del Popolo della Famiglia, arrabbiati neri con la Rai proprio per aver dato visibilità a persone in un modo o nell’altro considerate parte dell’universo lgbt.