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Dante e gli omosessuali: aperte anche le porte del Paradiso

In uscita il nuovo libro di Aldo Onorati “Dante e gli omosessuali nella Commedia tra inferno e paradiso”

Dante e gli omosessuali nella Commedia tra infermo e paradiso

Se si pensa che Dante Alighieri nella Divina Commedia avesse relegato gli omosessuali esclusivamente all’Inferno, si sbaglia. Nella sua opera infatti, si incontrano personaggi gay anche in Purgatorio. Ciò dimostra come questi, dopo aver espiato il periodo di purgazione, potessero arrivare fino al Paradiso. Aldo Onorati getta luce proprio su questo aspetto nel suo libro

Dante e gli omosessuali nella Commedia tra inferno e paradiso. Nel volume, edito dalla casa editrice Dante Alighieri, l’autore si sofferma anche sul diverso modo in cui il pensatore fiorentino giudica i gay. Dante infatti, al di sopra dei pregiudizi del suo tempo, ne condanna alcuni colpevoli di avarizia e venalità. Ne loda invece altri che hanno spiccato nella società per le loro azioni benevole e meritevoli nei confronti della patria e dei cittadini.

Lo scrittore duecentesco era infatti libero, moderno e innovativo nel suo pensiero. In controtendenza con i ragionamenti del suo tempo, era lungimirante e aperto alla diversità e al cambiamento.

Il saggio, in meno di centinaio di pagine, ci permette di guardare La Divina Commedia in modo diverso e ci offre nuovi spunti di riflessione. Mettendo in discussione e capovolgendo del tutto un punto di vista che sembrava incontestabile, ci mostra anche lo stesso Maestro sotto una nuova veste:

“Chi giudica un essere umano per la sua omosessualità limita a priori il giudizio e la sfera delle diverse virtù creative. E Dante ci dice proprio questo con la sua apertura mentale e l’ardimento delle sue vedute“. 

Dante e gli omosessuali: la via verso il Paradiso

Ciò che Aldo Onorati dimostra è che, se da un lato Alighieri punisce i gay, relegandoli all’Inferno e condannandoli all’eterna pioggia di fuoco, nel canto XV e nel canto XXIV, il Sommo Poeta riserva una sorte diversa alle anime di alcune persone omosessuali. In entrambi i canti ci troviamo nel girone del Purgatorio, che precede il Paradiso. Lo scrittore, nel canto XVI, incontra Brunetto Latini , suo maestro e omosessuale, con cui conversa. Nell’altro canto invece, Dante si imbatte in altre anime gay le quali camminano in due schiere, attraverso le fiamme. Nella prima ci sono gli ermafroditi e uno di questi si rivolge al fiorentino dicendo:

“La gente che non vien con noi, offese/ di ciò per che già Cesar, triupropositonfando/ ‘Regina’ contra sé chiamar s’intese: / però si parton  ‘Sodoma’ gridando….

Onorati, a tal proposito, spiega nel suo testo come l’omosessualità di Cesare fosse già nota nella sua epoca e deduce:

“Perciò, se i gay stanno anche in Purgatorio, a loro non è escluso il regno della felicità eterna. E siccome i due regni sono il capovolgimento geografico l’uno dell’altro, la pena minore sta al principio dell’Inferno e alla fine del Purgatorio: Dante dà poca importanza al peccato dei sensi“.

Dante e gli omosessuali: “la dignità che Dante, sia pure all’inferno, aveva dato ai sodomiti”

Daniele Priori, che ha scritto il saggio introduttivo del libro di Onorati e ha realizzato l’intervista al critico Walter Mauro in postfazione, racconta:

“Iniziammo a lavorare dieci anni fa alla prima stesura di questo fantastico studio che smentiva clamorosamente un’uscita spericolata sugli omosessuali ‘messi all’inferno anche da Dante’ dell’allora senatore a vita Giulio Andreotti”

Il giornalista prosegue:

“Col professor Onorati abbiamo avuto la possibilità di riflettere sulla dignità che Dante, sia pure all’inferno, aveva dato ai sodomiti (come venivano chiamati allora i gay). Abbiamo capito che Dante può invece essere considerato un vero e proprio testimonial contro l’omofobia perché con una prova del nove, come la chiama lui, il professor Onorati ci dimostra che Dante colloca alcuni omosessuali anche fuori dall’inferno.”

E conclude mettendo in luce il compito importante svolto dal testo di Aldo Onorati e da La Divina Commedia stessa:

“Per queste ragioni, oltre al valore intrinseco e profondo dell’opera – conclude Priori – Dante ha offerto con la sua Commedia spunti notevolissimi anche per gli attivisti di tutti i tempi impegnati nella difesa dei diritti umani e civili“.