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IL GIARDINIERE SERIAL KILLER: UOMINI OMOSESSUALI FATTI A PEZZI E NASCOSTI TRA LE FIORIERE

Giardianiere Serial Killer

Atroci assassinii nella Toronto “bene”, perpetrati da un serial killer contro i gay: la città scioccata da tale efferatezza e crudeltà.

Il giardiniere “romantico”

Bruce McArthur, 66enne canadese, giardiniere dei personaggi più facoltosi di Toronto, scriveva così sulle App di appuntamenti per la comunità gay: “Posso essere un po’ timido prima di conoscerti meglio, ma nel fondo del cuore sono un romantico”. Si è rivelato, in realtà, un serial killer metodico e violento.

Una personalità che si discosta dal suo profilo social: tra foto di gattini, dei due figli e dei nipotini e in costume da Babbo Natale, McArthur attirava nella sua trappola giovani gay con cui aveva incontri sessuali nel furgone che usava anche per lavorare, per poi ucciderli.

La polizia, che ha arrestato l’uomo lo scorso 18 gennaio per l’omicidio di Andrew Kinsman, 49 anni, e Selim Esen, 44, scomparsi dal Gay Village di Toronto, ha fatto scoperte agghiaccianti: sono stati recuperate sei persone, fatte a pezzi e disseminate nei grandi vasi da fiori delle case che McArthur curava per i suoi facoltosi clienti. Gli inquirenti pensano che i casi possano salire ancora e per questo sono stati sequestrati terreni e fioriere che il serial killer curava.

Ad oggi le vittime accertate sono sei, quelle riconosciute cinque: oltre a Kinsman di cui si erano perse le tracce a giugno, ed Esen, scomparso ad aprile, ci sono Majeed Kayhan, 58 anni, sparito nel 2012, Soroush Marmudi, 50 anni, del quale non si avevano notizie dal 2015 e Dean Lisowick, 40enne senza fissa dimora che sarebbe stato ucciso tra il 2016 e il 2017.

le vittime del massacro

Uno shock per vicini e conoscenti che lo descrivono come un uomo gentile e insospettabile ma che, a detta di Peter Sgromo, un docente universitario 52enne che aveva conosciuto McArthur a un gruppo di sostegno per uomini gay con figli, durante i rapporti sessuali diventava improvvisamente incontrollabile e violento: “Stava per rompermi il collo, pensavo davvero che me lo avrebbe spezzato da come lo torceva”.

Indagini difficoltose

Le indagini stanno proseguendo lentamente a causa del rigido clima canadese che ha ghiacciato i terreni. Gli investigatori hanno dovuto piazzare delle stufe sul terreno congelato per riuscire a recuperare i corpi delle vittime. Il sergente Hank Idsinga che coordina le indagini si dice certo che ci siano altri corpi nascosti e per questo continueranno a cercare. La polizia ha inoltre chiesto a tutti i clienti di McArthur di segnalare i giardini in cui ha lavorato.

La comunità LGBT di Toronto, numerosa e attiva, è scossa dall’avvenimento che dice essere una tragedia che va oltre la stessa comunità omosessuale e riguarda tutti gli abitanti della città in cui un caso simile non era mai accaduto.