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Kiwi farms down: la piattaforma perseguitava attivisti LGBT

È stata chiusa la piattaforma Kiwi Farms, frequentata da estremisti della destra americana, e conosciuta per aver ospitato diverse campagne d’odio contro persone Lgbt+, in particolare trans. Utilizzava metodi aggressivi come attacchi coordinati con l’accesso e la divulgazione di dati personali, usati poi per perseguitare le vittime prescelte non solo in rete, ma anche nella vita reale. 

Ora a far intervenire l’autorità è stato l’ultimo attacco contro Clara Sorrenti, un’attivista transgender, in nome d’arte Keffals, popolare su Twitch. L’avevano costretta a cambiare casa più volte, lavorando come una vera e propria intelligence per individuare i suoi nuovi rifugi. Alla fine, Keffals, che è canadese, è dovuta scappare a Belfast, in Irlanda. Ma non si è lasciata intimidire e ha reagito convincendo Cloudflare, azienda di servizi internet che ospita Kiwi Farms, a escludere questo forum dai propri server. È così è stato.  

La decisione è stata presa a causa delle «imminenti minacce alla vita umana, che costituiscono un’emergenza», hanno spiegato da Cloudflare. Il forum è sospettato di aver spinto tre persone al suicidio.  Già lunedì il fondatore della piattaforma, Josh Moon (in precedenza amministratore del sito 8chan, noto per ospitare vari forum di neonazisti, cospirazionisti del movimento QAnon), scriveva su Telegram di avere difficoltà a trovare un nuovo provider di servizi. Al momento così Kiwi Farms potrebbe scomparire dal web, restando solo come gruppo su Telegram. 

Il metodo usato da Kiwi Farms era quello di pubblicare informazioni personali, di famiglia, amici e datori di lavoro delle persone prese di mira, in genere appartenenti alla comunità arcobaleno, hackerando i loro social e poi screditandoli mettendo in giro false accuse di pedofilia e altri crimini. Sembra che siano riusciti addirittura a far licenziare diverse delle loro vittime. Queste state minacciate da voci computerizzate, e sarebbe stato praticato lo swatting, ovvero denunciare alla polizia un crimine violento, con la speranza che le forze dell’ordine facciano irruzione nella abitazione della persona segnalata