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The Jackal benaltrismo: Non è facile parlare dei migranti, ma an-che di terremotati, gay, disabili…

È il nuovo video del gruppo di YouTuber che è già diventato virale sul web. E vede anche la diffusione di un termine non molto noto: benaltrismo.

The Jackal benaltrismo: il video

Ha già raggiunto oltre due milioni di visualizzazioni. È il video postato dalle star del web, il gruppo The Jackal, che hanno raggiunto la fama grazie alle clip postate su YouTube. Nei cortometraggi, i ragazzi napoletani, in maniera ironica e intelligente, scherzano sugli stereotipi italiani, giocando il più delle volte sul contrasto tra nord e sud.

Nel nuovo video condiviso sui loro account social, il focus è sulle tematiche che il nostro paese si trova ad affrontare, o meglio sul modo di parlare e concepire le problematiche.

All’interno di uno studio, Ciro, uno dei componenti del gruppo, fissando la telecamera, è intento a registrare uno spot a scopo di sensibilizzazione nel quale parla dell’immigrazione, tema molto caldo attualmente. Nel suo monologo, viene però interrotto però dagli altri due, che stanno lavorando con lui nella realizzazione del filmato. Questi gli evidenziano come il contenuto non funzioni, poiché sarebbe accolto in maniera negativa da chi pensa che gli italiani vivano già di loro in condizioni difficili. E quindi, sarebbe meglio toccare un altro punto, molto delicato, più di casa nostra. Per questo, dall’immigrazione si passa alla situazione dei terremotati. Si innesca a questo punto una reazione a catena per la quale pare necessario includere nel discorso anche la discriminazione nei confronti dei gay, la violenza sulle donne, le difficoltà dei disabili e così via. La lista si allunga così tanto da arrivare fino allo sterminio delle balene e al buco dell’ozono.

The Jackal benaltrismo: “Uniscili!”

Il meccanismo che i due assistenti propongono al protagonista, per collegare tra loro tutti questi argomenti tra loro disparati e non collegati, è semplicemente unirli. L’imperativo “Uniscili!” diventa una sorta di slogan che va avanti per tutto il video.

Il risultato finale delle loro discussioni è un discorso assurdo, dai tratti tragicomici, ma lungimirante e attuale:

 

“Non è facile stare su un barcone per giorni perché hai perso la casa in seguito ad un terribile terremoto ed essere un senzatetto donna, gay su una sedia a rotelle che non ha mai visto Star Wars.

Malato di cancro con un figlio adottivo in Africa transessuale a causa del governo precedente che muore di fame, per giunta, che ora si trova in guerra con la camorra, contro lo scioglimento dei ghiacciai, ma che lavora nonostante sia minorenne e diversamente abile anch’egli.

Che non fa la differenziata, che ascolta la musica Trap che non è musica ma che non lo sa perché è non udente e ha ľeta pensionabile di 90 anni.

E il suo migliore amico è un delfino vegano con la sindrome di Down che ha la R moscia che si nutre di microplastiche nelľOceano pacifico e che combatte ogni giorno contro i cacciatori di Balena tossicodipendenti che mangiano la pizza da Cracco a 16 euro e 50 con le posate e che vivono sotto il buco delľozono causato senza dubbio dalle auto della scorta di Saviano e sperare di avere un futuro migliore.”

 

Ciò che in sintesi i TheJackal mettono in luce, attraverso l’ironia sottile e molto diretta, è che rispondere ad un problema con un altro problema, non ne risolverà alcuno.

Nel finale della clip appare la definizione della parola benaltrismo: “l’atteggiamento di chi elude un problema sostenendo che ce ne sono altri, più gravi, da affrontare.”

Il termine diventa così il riassunto del corto, conferendogli un senso ben preciso ed esplicitando un atteggiamento ampiamente diffuso attraverso i media e i social, tipico del popolo italiano.

 

https://www.facebook.com/thejackalweb/videos/2033354290088921/