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Top List Paesi Gay friendly: Islanda in vetta alla classifica, Italia al 26esimo posto

Secondo il Report “Progressi polarizzati” l’Islanda è al primo posto nella classifica dei Paesi più gay-friendly a livello mondiale, mentre l’Italia è solo al 26esimo posto tra gli Stati che hanno sviluppato un livello di accettazione sociale nei confronti della comunità LGBT.

Report “Progressi polarizzati”: classifica dei Paesi gay friendly

I ricercatori del Williams Institute hanno pubblicato tre nuovi Report contenenti i risultati delle ricerche sui livelli di accettazione sociale delle persone LGBT, condotti in ben 141 Paesi a livello planetario. Il Report intitolato “Progressi polarizzati” ha eletto l’Islanda come paese più gay-friendly sulla Terra.

Su 141 paesi indagati, ben 80 paesi con il progredire del tempo sono andati incontro ad un incremento dell’accettazione delle persone appartenenti alla comunità LGBT dal 1980 ad oggi.

Purtroppo, ben 46 paesi sono invece peggiorati e hanno acuito nel tempo un sentimento ostico nei confronti dei gay, lesbiche e transgender. 15 Stati non hanno visto cambiamenti al riguardo.

I ricercatori del Williams Institute dell’UCLA hanno sviluppato la ricerca indagando i risultati di 11 diversi sondaggi per sviluppare un indice: LGBT Global Acceptance Index (GAI).

Questo quoziente consente di classificare e monitorare il grado di accettazione sociale della comunità omosessuale in diversi paesi.

L’indice di accettazione globale fornisce una rappresentazione coerente e comparabile per misurare atteggiamenti e cambiamenti, per aiutare a comprendere meglio l’inclusione delle persone LGBT in molte aree della vita sociale, economica e politica“, scrive in una nota il ricercatore Andrew R. Flores, Visiting Scholar dell’Istituto Williams.

I risultati pubblicati dai ricercatori mostrano che i livelli medi di accettazione per le persone appartenenti alla comunità LGBT sono aumentati a livello globale, ma il grado di accettazione sociale è diventata più “polarizzata”.

Top List Paesi gay friendly e omofobi

I 10 paesi in cui le persone appartenenti alla comunità LGBT sono più ‘accettate’ sono: l’Islanda, i Paesi Bassi, la Svezia, la Danimarca, Andorra, la Norvegia, il Belgio, la Spagna, la Francia e la Svizzera.

In vetta alla classifica figura l’Islanda che ha introdotto le unioni civili nel lontano 1996 e il matrimonio egualitario nel 2010. Il paese nordico è stato il primo paese al mondo ad eleggere nel 2009 Johanna Sigurdardottir come Primo Ministro gay.

L’Italia figura al 26esimo, al 23esimo posto gli USA, al 17esimo posto il Canada, l’Irlanda 11esima, la Gran Bretagna 14esima e la Germania 13esima.

Esaminando il quadriennio 2004-2008 e 2009-2013, la ricerca ha messo in evidenza che paesi come Islanda, Paesi Bassi, Svezia, Andorra e Spagna hanno conosciuto un maggior “balzo” nell’accettazione delle persone appartenenti alla comunità LGBT. Anche l’Italia ha fatto grandi progressi negli ultimi anni, andando incontro alle unioni civili.

Per quanto concerne i 10 paesi più omofobi al mondo sono ascrivibili ai seguenti: Azerbaigian, Georgia, Arabia Saudita, Bangladesh, Egitto, Ruanda, Senegal, Indonesia, Uganda e Guinea.

Comunità LGBT: ricerche e risultati validati dal Williams Institute

Un secondo studio molto interessante è stato condotto dai ricercatori dell’Istituto Williams per analizzare il grado di correlazione esistente tra accettazione sociale della comunità omosessuale e il recepimento di leggi a tutela delle minoranze sessuali.

I risultati hanno confermato che gli Stati democratici sono quelli con un più alto grado di correlazione tra accettazione sociale e recepimento delle normative a tutela dei diritti della comunità LGBT.

In un terzo studio intitolato “Collegamenti tra lo sviluppo economico e le nuove misure di inclusione LGBT” sono state utilizzate tre nuove misure di inclusione LGBT:

  • il GAI;
  • il Legal Count Index (LCI), che indica il numero di leggi a favore della comunità LGBT in un paese;
  • il Legal Environment Index (LEI), che misura i modelli di adozione delle leggi.

Tutte e tre le misure hanno mostrato una correlazione positiva tra inclusione LGBT e PIL pro capite:

  • un aumento di un punto del GAI è stato associato a un aumento del PIL pro capite di $ 1.506;
  • un riconoscimento di maggiori diritti legali è stato associato ad un aumento di $ 1,694 del PIL pro capite.