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UN MILITANTE DELL’ESTREMA NEO-NAZISTA INGLESE FA COMING OUT E SI PENTE DEL SUO PASSATO

In Inghilterra dopo quarant’anni di militanza nel partito di estrema destra, il neonazista Kevin Wilshaw decide di uscire allo scoperto dichiarando la propria omosessualità e le sue origini ebraiche.

Essere lupo per quarant’anni e poi trovarsi improvvisamente ad essere pecora. Una metafora che fa ben capire i sentimenti provati di recente da Kevin Wilshaw, passato da esponente di spicco del National Front a gay dichiarato e abusato dal partito a cui ha dedicato la sua vita. E’ stato uno dei leader carismatici del suo partito, intervenendo in assemblee pubbliche e raduni. Una maschera, quella di Kevin, dietro cui si nascondeva un omosessuale con madre ebrea, che alla fine, non ha più retto agli abusi dei suoi compagni.

La presa di coscienza di vivere in una bugia e le vessazioni sono stati i motivi per cui Kevin ha deciso di fare coming out in quanto in alcune occasioni, ammette l’ex militante di estrema destra, è stato oggetto di odio da parte dei membri del suo gruppo: “L’essere gay è accettabile nella società, ma non all’interno di questi gruppi. E in quelle due occasioni, quando hanno sospettato che fossi omosessuale, hanno abusato di me”.

Il giovane Kevin che esegue il saluto nazista

Negli anni novanta Kevin fu arrestato per atti vandalici contro una moschea e negli ultimi tempi è stato denunciato per aver diffuso offese razziste su internet. Ora, però, sembra davvero pentito di tutto questo: ha lasciato il National Front e il British National Party e ha espresso la ferma volontà di fare giustizia a quelle che fino a poco tempo fa erano le sue vittime.

Voglio ancora fare danni, ma non più alle persone comuni. Voglio colpire chi diffonde quella merda, voglio mostrare cosa vuol dire vivere una bugia e essere destinatario di quel genere di propaganda. Voglio far loro del male”.

Ad aiutarlo in questo difficile coming out è stato un altro ex attivista del National Front, Matthew Collins, che ora lavora per il gruppo antirazzista ‘Hope not Hate’. Una dolorosa confessione che si affianca al fatto di riconoscere anche le sue origini ebraiche da parte della madre, ripudiate negli anni della scuola perché desideroso di diventare parte di un gruppo che avesse uno scopo: “Quel termine, ‘gli ebrei’, indica una massa di persone senza volto, non individui che puoi personalizzare. Così pensai che farmi coinvolgere in quel genere di cose sarebbe stato semplice cameratismo”.

Wilshaw ha così negato le sue origini e si è calato nella ‘parte’ entrando nel National Front britannico a 18 anni e arrivando a fare del male a quella gente che in realtà era anche la sua gente. Nella sua richiesta di adesione al National Front, Wilshaw aveva addirittura sottolineato il suo odio per gli ebrei. Kevin ammette di essere stato violento e di avere assistito a diversi scontri in cui persone erano oggetto di violenze di gruppo per il fatto di essere di pelle nera ma di aver provato una stretta allo stomaco per tali atti, per questo ha cercato durante gli anni di spingere “l’accaduto indietro nella mia mente fino a nasconderlo”.

Qui la sua intervista video: