x

x

LA TOCCANTE LETTERA DI DUE PADRI AL FIGLIO ADOTTIVO

“Noi ti ameremo sempre per quello che sei, e se il mondo insiste a farti male il nostro abbraccio sarà sempre un posto sicuro”.

La famiglia non si definisce solo dal legame di sangue ma è quella in cui l’amore si dona e si riceve incondizionatamente. Un concetto semplice ma il più delle volte difficile da accettare e che due neo-genitori omosessuali hanno voluto condividere in una lettera aperta su Facebook che ha ricevuto 90 mila “Mi piace” e moltissimi messaggi di incoraggiamento.

Deberth, Guilherme e il piccolo William

La lettera che l’architetto Deberth Araújo e il suo compagno Guilherme Gatto hanno voluto dedicare al figlio che è diventata in poco tempo virale su Facebook. Una riflessione commovente che vuole essere un insegnamento per William, che ancora non ha compiuto un anno, ma che ha già provato sofferenza e abbandono.

Il piccolo viveva tra orfanotrofi ed ospedali, da solo, senza una famiglia, ricoverato già 11 volte per polmonite e allergie varie. Una storia che ha toccato il cuore della coppia che si è sentita scelta da questo piccolo guerriero ma, allo stesso tempo, ha dovuto fare i conti con la paura della più grande responsabilità della vita. “Sei stato la nostra scelta migliore. Ma sei tu che ci scegli ogni notte quando dormi solo se tieni la nostra mano”, inizia così la lettera a William e prosegue con un monito: “Forse conoscerai più persone che ti giudicheranno con il dito alzato di quelle disposte a stendere il braccio per aiutarti, le persone spesso antepongono le loro convinzioni a qualsiasi principio, perché sono limitate. Devi perdonarle, ma non sentirti in difetto“, mettendolo in guardia di quanto sarà difficile essere figlio di una coppia gay nella società odierna e delle critiche che la sua famiglia riceverà. Ciò non toglie che i due neo papà avranno un solo obiettivo d’ora in poi: proteggere William perché sappia affrontare tutto questo.

La difficoltà di essere una famiglia omosessuale

Guilherme e Deberth sono stati per anni vittime di vessazioni per la loro omosessualità e, come il piccolo William ma per motivi diversi, hanno conosciuto il dolore dell’abbandono: “Faccio questa dichiarazione pubblica affinché tu capisca che dire la verità a voce alta ci fa liberi e che essere noi stessi è il miglior atto di coraggio che possiamo fare. Mi sono scordato di questo principio per un certo lasso di tempo, però tu, William, mi hai riscattato, mi hai salvato in tutti i sensi possibili”. Un insegnamento che va oltre il dolore e che sottolinea l’importanza di rispettarsi sempre per quello che si è perché la violenza peggiore è quella che si commette contro sé stessi.

“La famiglia è quella che ti ama incondizionatamente”

Alla fine della lettera il neo papà Deberth ha voluto dare a William una definizione di famiglia fuori dai canoni, perché la vera famiglia, di sangue o per scelta, è quella che ama incondizionatamente, che sopporta, che capisce ed accoglie e che ci sarà sempre quando si pensa di cadere. Scrive il padre: “Noi ti ameremo sempre per quello che sei, e se il mondo insiste a farti male il nostro abbraccio sarà sempre un posto sicuro dove non ti sentirai mai più solo. Costruisci un mondo in cui valgano soprattutto l’amore e il carattere, e in cui le differenze non separano le persone”.