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Bohemian Rapsody censura: in Cina tagliate tutte le scene gay

Il biopic sui Queen approda anche nella Terra del Dragone ma scompaiono tutte le scene con riferimenti all’omosessualità di Freddie Mercury e quelle giudicate immorali.

Bohemian Rapsody censura: la versione cinese senza sequenze “immorali”

Il 22 marzo, il film campione di incassi diretto da Bryan Singer è arrivato anche nelle sale cinematografiche cinesi. Bohemian Rapsody si è affermato come il maggior successo di pubblico del 2018. In occasione degli ultimi premi Oscar il movie si è aggiudicato ben quattro statuette. Tra queste, anche quella a Rami Malek come miglior attore protagonista.

Tuttavia, gli spettatori del paese asiatico non potranno godersi la pellicola così come è stata proiettata nei cinema occidentali. Il biopic infatti, prima di approdare sugli schermi, è stato sottoposto ad una pensante censura. Le autorità del paese hanno epurato la pellicola da qualsiasi sequenza che possa incitare a comportamenti sessuali devianti. E così hanno tirato una riga su tutte le scene in cui vi è riferimento all’orientamento sessuale di Freddie Mercury, cantante dei Queen. L’unica parte che è riuscita a salvarsi è quella in cui il leader della band fa coming out con la sua famiglia. La CNN parla di circa sei momenti scomparsi per un totale di circa due minuti di girato tagliati via.

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Bohemian Rapsody censura: un passo in avanti o un pericolo per la comunità LGBT cinese?

Le sequenze che i censori asiatici hanno ritenuto fossero immorali, nel dettaglio, riguardano i baci tra uomini, le tematiche LGBT più in generale e il sesso in qualsiasi sfaccettatura. Inoltre, la parola gay non viene mai pronunciata nella versione cinese. Infine, il taglio più importante è relativo la scena in cui i Queen girano il video di I Want to Break Free travestiti da donna.

In Cina già dal 1997 l’omosessualità non rappresenta più un reato. Nel 2001 inoltre, è stata rimossa dall’elenco ufficiale dei disturbi mentali. Tuttavia, qualsiasi riferimento all’amore tra persone dello stesso sesso o comunque che fuoriesca dallo schema binario dei generi maschile e femminile, è bandito dal piccolo e grande schermo, nonché dal web. Da una parte, il fatto che il film sia riuscito comunque ad arrivare anche qui, nonostante i veti, e ad imporsi in cima alla classifica delle pellicole più viste nel paese è di per sé un fatto positivo. Tuttavia, accontentarsi di questo risultate potrebbe essere pericoloso.A tal proposito, Fan Popo, documentarista e attivista LGBT, ha affermato:

“Se si pensa a questo film tagliato come a una vittoria, allora tutti continueranno a sottomettersi all’autorità, e non ci sarà alcun rispetto né per i creatori né per gli interessi degli spettatori”.

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